Metti la carta stagnola sul termosifone: vi farà risparmiare molto

C’è un momento, in pieno inverno, in cui ti avvicini al termosifone per scaldarti le mani e pensi: “Ok, qui il calore c’è… ma perché in stanza sembra sempre mancare qualcosa?”. È proprio da quella sensazione, molto concreta, che nasce il trucco della carta stagnola dietro i termosifoni. Semplice, economico e, se applicato bene, sorprendentemente sensato.

Perché il calore “sparisce” nel muro

Un termosifone non scalda solo l’aria: una parte del suo calore finisce inevitabilmente anche sulla parete dietro di lui. Se quella parete è esterna, fredda, magari poco isolata, si comporta come una spugna: assorbe energia e la porta via. In alcune situazioni, soprattutto nelle case vecchie, la dispersione verso il muro può diventare importante.

Il punto non è “fare magie”, ma ridurre uno spreco. Ed è qui che entra in gioco l’alluminio.

Come funziona davvero la stagnola: lo “scudo” riflettente

La carta stagnola (alluminio) ha una caratteristica pratica: riflette una buona parte del calore irradiato. Messa dietro il radiatore, crea una sorta di scudo termico che aiuta a rimandare energia verso l’ambiente invece che regalarla alla parete.

In parole semplici:

  • il termosifone emette calore in varie direzioni,
  • la parete fredda lo “mangia”,
  • la stagnola fa da superficie riflettente,
  • più calore torna nella stanza,
  • l’aria calda circola meglio, e la stanza arriva prima alla temperatura desiderata.

Questa logica è coerente con i consigli di enti come ENEA, che nelle buone pratiche di efficienza energetica cita soluzioni utili a limitare le dispersioni verso l’esterno, un tema centrale della dispersione termica domestica.

Come applicarla (senza pasticci)

Qui conviene essere pratici: se la metti “a caso”, il risultato si vede poco. Se la applichi con criterio, la differenza può essere più percepibile, soprattutto in ambienti difficili.

Metodo base (rapidissimo)

  1. Spegni e lascia raffreddare il termosifone.
  2. Taglia strisce di stagnola abbastanza grandi da coprire l’area dietro il radiatore (anche leggermente oltre i bordi).
  3. Fissale alla parete con nastro adatto (meglio se resistente al calore), evitando di incollare direttamente sul termosifone.
  4. Orienta il lato lucido verso il termosifone.

Metodo “potenziato” (il più efficace)

Se vuoi fare un passo in più, incolla la stagnola su un pannello sottile di polistirolo (o materiale isolante simile) e inseriscilo tra muro e termosifone. Qui non stai solo riflettendo: stai anche isolando la parete, così il muro assorbe meno calore in partenza.

Quanto si risparmia, realisticamente

Qui è importante essere onesti: non parliamo di dimezzare la bolletta. Il trucco funziona meglio come ottimizzazione, non come rivoluzione.

I benefici tipici sono:

  • la stanza si scalda più in fretta,
  • il calore “resta” più facilmente nell’ambiente,
  • puoi abbassare leggermente la potenza o ridurre i tempi di accensione.

In termini numerici, il guadagno spesso è di qualche punto percentuale. Con il pannello isolante dietro, in certe situazioni si può arrivare a un miglioramento più vicino al 10% sull’efficienza percepita, soprattutto se hai pareti esterne fredde, finestre vicine o isolamento scarso.

Dove funziona meglio (e dove no)

Situazioni ideali

  • case datate con muri freddi,
  • termosifoni su pareti esterne,
  • ambienti vicino a balconi, serramenti non perfetti o spifferi.

Situazioni in cui cambia poco

  • case moderne ben isolate,
  • radiatori già schermati o con pannelli riflettenti installati,
  • stanze che raggiungono facilmente la temperatura senza fatica.

Piccoli accorgimenti che fanno la differenza

Per rendere il trucco più utile, abbinalo a gesti semplici:

  • non coprire il termosifone con tende lunghe o mobili troppo vicini,
  • sfiata i radiatori se senti gorgoglii (aria dentro = meno resa),
  • valuta valvole termostatiche per una gestione più intelligente.

Alla fine, la carta stagnola dietro il termosifone è un po’ come mettere un tappo a una piccola perdita: non ricostruisce l’impianto, ma evita di buttare via calore dove non serve. E quando fuori fa davvero freddo, anche un miglioramento modesto può sentirsi, e vedersi, nel comfort di casa e nei consumi.

Redazione Roreto Notizie

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