Non usare assolutamente questo prodotto comune sul parquet: ecco cosa lo rovina

La scena è sempre la stessa: hai una macchia che ti guarda dal pavimento, prendi “quel prodotto che funziona su tutto” e in pochi secondi ti senti un genio delle pulizie. Poi, qualche giorno dopo, noti un alone opaco, un’area più chiara, o peggio una zona che sembra aver perso “pelle”. Se ti è successo, non sei solo. E sì, spesso il colpevole è uno dei rimedi più comuni che abbiamo in cucina.

Il vero nemico nascosto: l’aceto (e perché sembra innocuo)

L’aceto viene consigliato ovunque perché sgrassa e “profuma di pulito”. Il problema è che sul parquet la sua acidità lavora lentamente ma con costanza: non attacca tanto il legno in sé, quanto lo strato protettivo che lo difende, che sia vernice, olio o cera.

All’inizio non te ne accorgi: magari sembra addirittura più “sgrassato”. Poi compaiono i segnali tipici:

  • opacità che non va via nemmeno asciugando bene
  • scolorimenti graduali, spesso a chiazze
  • una superficie più porosa, che si macchia con facilità
  • maggiore sensibilità a graffi e segni di passi e sedie

In pratica, l’aceto può trasformare una finitura uniforme in un pavimento che assorbe tutto e perdona poco.

I “quattro cavalieri” da evitare: alcool, candeggina, ammoniaca, aceto

Ci sono prodotti che sulle piastrelle fanno miracoli, ma sul legno sono un boomerang. Ecco cosa succede, in modo molto concreto.

  1. Alcool etilico (e soluzioni alcooliche)
    “Asciuga in fretta”, vero. Proprio per questo tende a rimuovere gli strati superficiali e a lasciare la finitura più sottile. Risultato: il legno diventa più permeabile all’umidità e più vulnerabile ai graffi.

  2. Candeggina
    È potente, ma sul parquet spesso significa una cosa sola: macchie chiare indelebili. L’effetto sbiancante crea aloni che non si “pareggiano” con una passata in più, anzi, si evidenziano.

  3. Ammoniaca
    Anche diluita può risultare corrosiva per le finiture. È subdola perché a volte il danno non è immediato, poi però noti una perdita di lucentezza e una superficie meno compatta.

  4. Aceto
    Torniamo al punto: l’azione acida, ripetuta nel tempo, intacca la protezione e porta a opacità e scolorimenti.

Non è solo questione di “prodotto”: attenzione a pH e residui

Oltre ai quattro “classici”, ci sono altri nemici silenziosi:

  • detergenti con pH estremo, troppo acidi o troppo basici
  • sgrassatori schiumogeni che lasciano residui, una patina opaca che attira lo sporco
  • chimici aggressivi o solventi che alterano la durabilità della finitura

Un buon test mentale è questo: se il prodotto nasce per “disinfettare forte” o “sgrassare a fondo” su superfici dure, probabilmente è troppo per il legno.

Cosa usare davvero, senza ansia e senza rischi

La manutenzione corretta è meno scenografica, ma funziona meglio e più a lungo.

  • Scegli prodotti specifici per parquet, meglio se senza solventi aggressivi
  • Per la pulizia quotidiana, usa acqua tiepida e detergente ben diluito
  • Panno o mop solo leggermente umido, mai gocciolante
  • Evita mop a vapore e lavaggi “abbondanti”, l’eccesso d’acqua può far gonfiare le tavole e stressare le giunzioni

Una regola semplice: meno è più

Se vuoi una bussola pratica, eccola in una mini tabella.

SituazioneScelta sicuraDa evitare
Pulizia quotidianadetergente per parquet diluitoaceto, alcool
Macchia difficileprodotto specifico, test in angolo nascostocandeggina, ammoniaca
Pavimento opacomanutenzione mirata alla finitura (olio, vernice, cera)sgrassatori schiumogeni

Prevenzione: il trucco che salva più di qualsiasi detergente

Il parquet vive di equilibrio. Aiuta tantissimo mantenere umidità e temperatura stabili, limitare l’esposizione diretta al sole e proteggere le zone di passaggio con feltrini e tappeti leggeri. Sono dettagli noiosi, lo so, ma fanno la differenza tra un pavimento che invecchia bene e uno che si segna a ogni stagione.

Alla fine, la risposta è semplice e molto concreta: il prodotto “comune” da bandire è l’aceto, insieme a alcool, candeggina e ammoniaca. Perché non puliscono soltanto, consumano la protezione che rende il legno bello, compatto e resistente. E quando quella barriera se ne va, le macchie smettono di essere un incidente, diventano una certezza.

Redazione Roreto Notizie

Redazione Roreto Notizie

Articoli: 44

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *