Succede sempre così: hai il gatto acciambellato vicino, fa le fusa, sembra il momento perfetto… poi vedi quelle unghie un po’ troppo lunghe e, appena ti avvicini, lui si irrigidisce. La buona notizia è che tagliare le unghie può diventare una routine semplice, quasi “invisibile”, se scegli il ritmo giusto e costruisci fiducia un passo alla volta.
Il segreto numero uno: scegliere il momento giusto
Il taglio funziona meglio quando il gatto è naturalmente rilassato. Non quando “hai cinque minuti”, ma quando lui è già nella sua bolla tranquilla.
I momenti migliori, in genere, sono:
- subito dopo il risveglio, quando è ancora morbido e lento
- dopo un pasto abbondante (la sonnolenza aiuta)
- durante un pisolino sulle tue gambe, se ama quel contatto
- mentre si sta “spegnendo” la sera
Evita invece:
- dopo una sessione di gioco intensa
- quando è affamato o in cerca di attenzioni con urgenza
- se noti segnali di allerta, come coda che frusta, orecchie indietro, pupille molto dilatate
Ambiente e strumenti: prepara tutto prima
Qui conta la sensazione di controllo, tua e del gatto. Se ti alzi a cercare il tagliaunghie mentre lo tieni in braccio, lui capirà che “sta succedendo qualcosa”.
Prepara:
- tagliaunghie specifico per gatti, con taglio pulito e stabile
- una luce forte (finestra o lampada diretta) per vedere bene l’unghia
- un asciugamano morbido, utile per contenere senza lotte
- premietti o snack molto graditi, piccoli ma frequenti
Un trucco da toelettatori: tieni gli strumenti a vista qualche minuto prima, senza usarli, così smettono di essere “un oggetto misterioso”.
Abituazione: la fase che fa davvero la differenza
Se il tuo gatto non ama farsi toccare le zampe, non partire dal taglio. Parti dal contatto.
Nei giorni precedenti:
- massaggia delicatamente le zampe per 2 o 3 secondi, poi stop
- tocca un polpastrello, premi leggermente, lascia andare
- premia subito la calma, anche solo con una carezza se ama le coccole
E per il rumore del tagliaunghie? Puoi farlo “scattare” su un pezzetto di cartone mentre lo accarezzi, così quel suono diventa neutro.
Procedura passo passo, senza fretta
Quando è il momento, l’obiettivo è fare pochi gesti, chiari e gentili.
- Metti il gatto comodo (sulle gambe spesso funziona), parla con tono dolce
- Prendi una zampa e premi leggermente il polpastrello, l’unghia uscirà
- Identifica la parte rosa interna (vascolarizzata e sensibile) e la parte trasparente
- Taglia solo la punta trasparente, lasciando un margine di sicurezza
- Fai un taglio rapido e preciso, senza “masticare” l’unghia con più chiusure
- Premia subito, anche dopo una sola unghia
Se l’unghia è scura e non vedi bene l’interno, meglio tagliare pochissimo per volta.
Se il gatto si stressa: micro sessioni e strategie pratiche
Non serve “finire tutto” in una volta. Anzi, molte volte è proprio quello che rovina l’esperienza.
Strategie efficaci:
- micro sessioni: 1 o 2 unghie al giorno, poi stop
- una zampa oggi, un’altra domani
- asciugamano in modalità “burrito” (contenitivo ma delicato), lasciando fuori solo la zampa
- diffusori di feromoni calmanti in casa, se noti agitazione generale
- routine sempre uguale (stesso posto, stessa luce, stessi tempi)
Regola d’oro: mai punire. Se associa il taglio a paura o rimproveri, la prossima volta sarà più difficile.
Quando è meglio farsi aiutare
Se il gatto reagisce con morsi, graffi, panico evidente, oppure se tu sei teso e insicuro, fermati. In questi casi è più sicuro affidarsi a un veterinario o a un toelettatore esperto, soprattutto con unghie molto scure o se il gatto ha già avuto esperienze negative.
Alla fine, l’obiettivo non è “tagliare le unghie”, ma costruire una routine che il gatto accetti senza sentirsi intrappolato. E quando ci riesci, te ne accorgi subito: lui resta lì, magari un po’ perplesso, ma tranquillo. E tu ti chiedi perché ti sembrava così impossibile.




