Ti è mai capitato di dover scegliere tra una visita importante e una giornata di lavoro “da salvare” per un’emergenza futura? È proprio quel tipo di tensione quotidiana che, dal 2026, dovrebbe cambiare volto: non una rivoluzione totale, ma una serie di ritocchi molto concreti su permessi, controlli e bonus legati alla Legge 104.
Cosa cambia davvero dal 2026 (in poche righe)
L’idea di fondo è doppia: da una parte più flessibilità per gestire cure e terapie senza bruciare giorni interi, dall’altra più verifiche automatiche per evitare usi impropri.
Ecco il quadro comparativo più chiaro:
| Strumento | Fino al 2025 | Dal 2026 |
|---|---|---|
| Permessi | 3 giorni/mese | 3 giorni/mese + 10 ore annue per cure |
| Controlli | Prevalentemente manuali | Controlli digitali automatici |
| Barriere architettoniche | Detrazione 75% (fino al 31/12/2025) | 50% (salvo proroghe) |
Permessi: le 10 ore che fanno la differenza
La novità che più “si sente” nella vita reale è l’aggiunta di 10 ore annue extra per gestire visite, esami, terapie e controlli. Il punto non è tanto il numero, quanto l’uso pratico: invece di consumare un giorno intero per una visita da un’ora, puoi coprire il tempo necessario e conservare i 3 giorni mensili per quando servono davvero.
Su come verranno ripartite queste ore (annuali secche, oppure in quote mensili in certi casi) è possibile che arrivino chiarimenti con circolari applicative. Nel frattempo, la regola operativa più prudente è questa: considerale un “salvagente” dedicato alle cure, cumulabile con i permessi ordinari.
Quando conviene usare le ore
- Cicli di fisioterapia o riabilitazione con appuntamenti frequenti
- Esami periodici (laboratorio, diagnostica, follow up specialistici)
- Visite “brevi” ma non spostabili, che prima costringevano a usare un giorno intero
Congedi: fino a 24 mesi, ma con paletti più chiari
Accanto ai permessi, si parla di una possibile estensione e razionalizzazione dei congedi fino a 24 mesi, continuativi o frazionati, con regole più precise per alcune condizioni (per esempio malattie croniche o invalidità pari o superiore al 74%). Qui il dettaglio conta: non basta sapere che “si arriva a due anni”, perché cambiano i requisiti e la documentazione necessaria in base al profilo.
Se ti muovi su questo terreno, il consiglio pratico è anticipare la raccolta di certificazioni e verificare che i verbali riportino in modo coerente la gravità e le indicazioni utili alla richiesta.
Requisiti e documenti: il pacchetto da tenere pronto
Nel 2026 si alza l’asticella della tracciabilità. In concreto, conviene avere sempre aggiornati:
- Verbale Legge 104 con indicazione di gravità quando richiesta
- ISEE aggiornato (specie se incrociato con bonus e prestazioni)
- Stato di famiglia e dati anagrafici coerenti
- Invio e gestione tramite canali telematici, con ricevute conservate
Controlli digitali: perché conviene essere ordinati
La seconda grande novità è l’arrivo di controlli digitali automatici che incrociano informazioni su permessi e prestazioni. L’ente al centro di queste verifiche è l’INPS, che potrà far emergere più rapidamente incoerenze tra dati dichiarati e utilizzo effettivo delle misure.
Cosa significa per te, nella pratica? Che l’approccio “poi sistemo” diventa rischioso. In caso di incongruenze possono scattare revoche, richieste di restituzione e, nei casi più seri, sanzioni. La buona notizia è che spesso basta poco per stare tranquilli: ordine nei documenti, comunicazioni tempestive e una cronologia chiara di visite e terapie.
Bonus e agevolazioni: cosa resta e cosa si riduce
Sul fronte economico, alcune misure vengono ritoccate, altre restano in piedi:
- Assegno di inclusione: attesi incrementi indicativi di circa 130 euro/anno per nuclei già idonei (da confermare nei dettagli).
- Bonus auto e ausili: confermato l’impianto classico, detrazione IRPEF 19% fino a 18.075,99 euro, IVA al 4%, possibili esenzioni bollo e IPT in presenza di requisiti sanitari specifici.
- Bonus barriere architettoniche: fino al 31/12/2025 resta al 75%, dal 2026 scenderebbe al 50%, salvo eventuali proroghe o modifiche in Legge di Bilancio.
- Altre voci circolate, come un possibile bonus da 4500 euro, risultano ancora provvisorie, quindi meglio considerarle ipotesi finché non escono testi ufficiali.
- Detrazioni edilizie: si parla di ristrutturazioni al 50% per abitazione principale e 36% negli altri casi, in base al perimetro normativo vigente.
Mini checklist per arrivare pronti al 2026
- Controlla che il verbale riporti le diciture corrette.
- Aggiorna ISEE e anagrafica prima di richiedere prestazioni collegate.
- Archivia ricevute di visite e terapie (anche in digitale).
- Pianifica l’uso delle 10 ore annue per non sprecare giorni interi.
Il succo è semplice: più spazio per gestire la cura, ma anche più responsabilità nel dimostrare che tutto è coerente. E, con un po’ di organizzazione, questa volta la burocrazia può pesare meno di quanto temiamo.




