Ti è mai capitato di guardare il bonifico alla colf e pensare, anche solo per un secondo, “Sto facendo le cose giuste”? È una sensazione comune, perché nel lavoro domestico basta poco per finire fuori rotta, un livello sbagliato, un aumento non applicato, i contributi calcolati “a occhio”. Nel 2026 però c’è un numero chiave che mette ordine, e vale la pena fissarlo bene in mente.
La cifra che cambia tutto nel 2026: 7,01 €/ora (livello B)
Dal 1° gennaio 2026 la retribuzione oraria minima per una colf non convivente di livello B (la classica “colf generica”) è 7,01 €/ora. Questo aggiornamento deriva dall’adeguamento dell’1% legato al costo della vita, indicizzato ai parametri ISTAT, e confermato in sede istituzionale.
La parte che sorprende molti è la retroattività: se a gennaio 2026 hai pagato meno, dovresti integrare la differenza. E sì, anche se “siamo già a febbraio” o “ci si è dimenticati”, l’allineamento va fatto.
Non è solo “quanto paghi”, ma “che livello hai scelto”
Il livello è la bussola. Se sbagli quello, anche pagando “bene” rischi di essere comunque sotto il minimo corretto, oppure di pagare più del necessario per mansioni semplici.
Ecco una tabella pratica delle retribuzioni orarie minime 2026 per non conviventi:
| Livello | Descrizione tipica | Minimo 2026 (€/ora) |
|---|---|---|
| A | Addetti generici | 6,51 |
| AS | Addetti con specifica esperienza | 6,76 |
| B | Colf generiche | 7,01 |
| BS | Baby sitter, badanti autosufficienti | 7,45 |
| C | Collaboratori qualificati | 7,86 |
| CS | Conviventi qualificati | 8,30 |
| D | Responsabili, cuochi | 9,57 |
| DS | Super qualificati, notturno | 9,97 |
Un trucco semplice: se la persona svolge mansioni standard di pulizia, riordino, aiuto domestico senza compiti specialistici, il livello B è spesso quello giusto. Se invece c’è assistenza alla persona, gestione più complessa o competenze specifiche, conviene rivedere l’inquadramento.
Contributi INPS: la differenza tra “netto” e “costo reale”
Qui molti si confondono, perché si parla di “paga oraria” ma poi il costo effettivo cresce con i contributi. Nel 2026 (fino a 24 ore/settimana) gli scaglioni orari principali sono:
- Retribuzione fino a 9,61 €/ora: contributi 1,70 € totali (di cui 0,43 € a carico lavoratore)
- Retribuzione 9,61-11,70 €/ora: contributi 1,92 € totali (di cui 0,48 € lavoratore)
- Retribuzione oltre 11,70 €/ora: contributi 2,34 € totali (di cui 0,59 € lavoratore)
Se invece si superano le 24 ore/settimana, si usa una retribuzione convenzionale di 6,20 €/ora e contributi di 1,24 € (quota lavoratore 0,31 €). Questo dettaglio sembra tecnico, ma è quello che spesso spiega perché due famiglie, con ore simili, vedono costi diversi.
Stai pagando troppo o troppo poco? Tre controlli rapidi
Per toglierti il dubbio in cinque minuti, fai questi passaggi:
- Controlla il livello sul contratto e confrontalo con le mansioni reali.
- Verifica la paga oraria minima 2026: per una colf livello B, il riferimento è 7,01 €/ora.
- Ricalcola gennaio 2026: se hai applicato la tariffa 2025, serve l’integrazione retroattiva.
Netto, vitto e alloggio: le “zone grigie” che creano litigi
La paga minima è un punto fermo, ma il netto in busta dipende anche dalle trattenute contributive e dalla gestione di eventuali elementi aggiuntivi. Se la lavoratrice è convivente, entrano in gioco anche i valori di vitto e alloggio, aggiornati anch’essi con l’adeguamento.
Il consiglio più utile, quello che evita incomprensioni, è mettere tutto per iscritto: ore, mansioni, livello, eventuali rimborsi o indennità, e una nota sull’adeguamento annuale.
Alla fine la “paga giusta” non è solo una cifra, è un piccolo sistema che deve stare in equilibrio. Nel 2026, per molte famiglie, l’equilibrio comincia da qui: 7,01 €/ora, livello B, e contributi calcolati correttamente.




