A un certo punto succede: apri il rubinetto e il getto, invece di essere pieno e “morbido”, diventa storto, spruzza ovunque e sembra quasi più debole. La prima volta ho pensato a un problema dell’impianto, poi ho guardato meglio e ho capito che era lui, il piccolo colpevole silenzioso, il filtrino del rubinetto (l’aeratore) pieno di calcare.
Perché proprio il filtrino si intasa così facilmente
Il filtrino è pieno di microfori e retine che servono a “rompere” il flusso e a mescolare aria e acqua. Il risultato è un getto più regolare e spesso anche più parco nei consumi. Però, con acqua dura, quei fori diventano il punto perfetto dove i depositi si aggrappano, strato dopo strato, finché l’acqua non passa più come prima.
I segnali classici sono questi:
- getto irregolare o a ventaglio
- schizzi laterali
- pressione percepita più bassa solo su quel rubinetto
- rumori strani quando apri l’acqua
Il metodo “infallibile”: bagno in aceto bianco tiepido
Se devo scegliere una sola cosa che funziona davvero, senza prodotti aggressivi e senza complicazioni, è questa: immersione in aceto bianco puro, meglio se tiepido (circa 40-50°C). L’acidità scioglie i depositi e libera i fori senza dover grattare troppo.
L’unica parola chiave qui è pazienza: 1-2 ore bastano spesso, ma se l’incrostazione è vecchia, tutta la notte fa miracoli.
Smontaggio senza danni, la parte che fa paura (ma è semplice)
Prima di tutto, chiudi l’acqua se ti fa stare più tranquillo, non è obbligatorio ma aiuta. Poi:
- Svita l’anello terminale in senso antiorario, spesso basta la mano.
- Se è bloccato, usa una pinza, ma proteggi il metallo con un panno morbido per non graffiare.
- Se proprio non si muove, una leva delicata con un cacciavite piatto può aiutare, con attenzione a non rovinare la filettatura.
Appena lo estrai, appoggia i pezzi in ordine: retine, guarnizione, eventuale riduttore. Rimontare sarà più veloce.
Procedura passo passo (quella che consiglio di seguire sempre)
- Scalda leggermente l’acqua e versala in una ciotola, poi aggiungi aceto bianco puro (oppure usa solo aceto).
- Immergi completamente il filtrino e lascialo in ammollo:
- 1-2 ore per calcare normale
- tutta la notte per incrostazioni ostinate
- Risciacqua con acqua calda.
- Strofina con una spazzolina morbida (anche uno spazzolino da denti vecchio va benissimo).
- Controlla i fori in controluce, se vedi punti ancora chiusi, ripeti un altro ciclo breve.
Alternative utili, quando non hai aceto o vuoi potenziare l’effetto
A volte capita di non avere aceto in casa, oppure di voler fare una “doppia azione”. Ecco opzioni sensate:
- Succo di limone: stesso concetto, grazie all’acido citrico. Ammollo 1-2 ore.
- Bicarbonato: utile soprattutto come aiuto meccanico. Puoi fare una pasta con poche gocce di aceto e applicarla 15-30 minuti, poi spazzolare.
- Detersivo per piatti: non scioglie il calcare come gli acidi, ma aiuta se c’è anche sporco grasso e residui leggeri.
Se il filtrino è incassato e non riesci a smontarlo
Qui il trucco è “portare” l’anticalcare sul posto. Puoi impregnare un panno o carta assorbente con aceto e avvolgerlo attorno alla bocca del rubinetto, lasciandolo agire. Dopo un po’ spesso si sblocca e lo smontaggio diventa finalmente facile.
Rimontaggio e manutenzione, per non tornarci ogni mese
Quando rimonti, avvita in senso orario e non stringere eccessivamente: basta che sia fermo, la guarnizione farà il suo lavoro.
Per evitare di ritrovarti da capo:
- ripeti la pulizia ogni 6 mesi
- se vivi in zona di acqua molto dura, valuta anche ogni 3-4 mesi
- appena noti spruzzi o getto “stanco”, intervieni subito, il calcare fresco viene via molto meglio
La cosa bella è che, con un po’ di aceto e una spazzolina, il rubinetto torna a erogare come nuovo. E quella sensazione di getto pieno e ordinato, dopo giorni di schizzi, è quasi sorprendentemente soddisfacente.




