Capita in un attimo: una goccia, uno spruzzo, magari mentre pulisci in fretta, e all’improvviso sul tuo capo preferito compare quel segno più chiaro che non doveva esserci. La cosa frustrante è che la macchia di candeggina non è “sporco”, è colore che se ne va. Però, se agisci subito, puoi spesso rendere il danno molto meno evidente, e in alcuni casi quasi invisibile.
Prima di tutto: cosa succede davvero
La candeggina ossida i pigmenti e “scarica” il tessuto. Tradotto: non è come togliere una macchia di caffè, qui il problema è che il colore si è alterato. Quindi l’obiettivo realistico è uno di questi:
- bloccare l’azione chimica prima che si allarghi
- sfumare i bordi per evitare l’effetto “cerchio”
- uniformare (ritocco o tintura) se l’area è estesa
Le mosse immediate (valgono sempre)
Se la macchia è appena successa, hai una finestra d’azione preziosa, anche di pochi minuti.
- Risciacqua subito con acqua fredda, partendo dal rovescio verso il dritto. Così diluisci il prodotto e lo spingi fuori dalle fibre invece di farlo penetrare.
- Evita l’acqua calda, perché può fissare l’alone e rendere più netti i bordi.
- Tampona con un panno pulito, senza strofinare, per non allargare la zona.
Già questo, da solo, spesso riduce l’impatto visivo.
Il trucco poco conosciuto: alcool denaturato per “sfumare”
Ecco la parte che in tanti ignorano e che fa davvero la differenza, soprattutto su capi scuri o mediamente colorati: tamponare la macchia fresca con alcool denaturato usando un batuffolo di cotone.
Come farlo, in modo semplice e sicuro:
- Metti un asciugamano sotto il tessuto.
- Inumidisci leggermente il cotone con alcool denaturato (non deve gocciolare).
- Tampona il bordo della macchia, lavorando dall’esterno verso l’interno.
- Cambia spesso il cotone, così non ridistribuisci il colore in modo irregolare.
- Poi risciacqua in acqua fredda e lava normalmente.
Perché funziona? Non “riporta” il colore com’era, questo è importante dirlo, ma può aiutare a ammorbidire il contrasto e a uniformare l’alone, riducendo quell’effetto netto che tradisce subito l’incidente.
Rimedi naturali per macchie fresche
Quando la candeggina è stata diluita e la situazione è sotto controllo, puoi provare a neutralizzare e stabilizzare.
- Aceto e acqua (50 e 50): immergi o tampona la zona per circa 10 minuti, poi risciacqua e lava. È utile perché contrasta l’alcalinità residua e, su alcuni tessuti, limita l’allargamento dell’alone.
- Bicarbonato di sodio: fai una pasta con poca acqua, applicala per 30-60 minuti, poi risciacqua e lava. È particolarmente adatto su tessuti chiari, dove l’obiettivo è evitare ombre e bordi giallastri o rosati.
Sempre meglio fare una prova in un punto nascosto, anche solo sull’orlo interno.
Tessuti diversi, approcci diversi
Alcuni materiali reagiscono in modo più delicato, e qui conviene essere gentili.
- Lana o seta: acqua fredda subito, poi aceto diluito, infine un lavaggio con detersivo specifico e un po’ di ammorbidente. Niente strofinamenti energici.
- Tessuti chiari: se resta un alone, puoi valutare acqua ossigenata diluita (test prima), oppure un ritocco con tintura localizzata.
- Jeans: se la macchia è piccola, spesso il risultato migliore arriva con un ritocco graduale, a strati, per riavvicinare il blu senza creare una “toppa” evidente.
Quando la macchia è grande: uniformare è la vera soluzione
Se l’area scolorita è ampia, la strategia più pulita è smettere di combattere il dettaglio e puntare all’insieme.
- Pennarelli o tinture per tessuti per micro ritocchi (cotton fioc e pazienza, meglio più passaggi leggeri).
- Tintura dell’intero capo per uniformare davvero, soprattutto su fibre naturali come cotone o lana. Segui le indicazioni del prodotto, spesso si lavora intorno ai 40°C e con aggiunta di sale per stabilizzare.
Se il capo è importante, o il tessuto è delicato, un lavaggio professionale può evitare ulteriori danni. Ma se agisci subito, con acqua fredda e quel tocco di alcool denaturato, spesso riesci a trasformare una tragedia in un semplice ricordo.




