C’è un momento dell’anno in cui le forbici da potatura sembrano chiamarti, il giardino è fermo, le piante “dormono” e viene spontaneo pensare, adesso sistemo tutto. Eppure, proprio tra dicembre e febbraio, alcune specie pagano quel taglio con una moneta salata: fioriture cancellate, infezioni che entrano dalle ferite e gelo che brucia il legno fresco. Il rischio vero è che te ne accorgi solo mesi dopo, quando ormai è tardi.
Perché l’inverno è un periodo “traditore” per certe piante
In teoria l’inverno è sinonimo di riposo vegetativo, e per molte piante è davvero un buon momento per intervenire. Ma c’è un “30%” di specie, soprattutto quelle con cicli particolari o con legno sensibile, per cui il freddo non è un alleato.
Il punto chiave è semplice: un taglio è una ferita. In clima umido e freddo cicatrizza più lentamente, e intanto resta aperta, esposta a patogeni e gelate.
Il rischio che pochi conoscono: perdi fiori e frutti senza accorgertene
Qui sta l’inganno più comune. Alcune piante fioriscono sul legno dell’anno precedente, quindi in inverno portano già “in tasca” le gemme della primavera.
Se poti ora, non stai solo sfoltendo, stai eliminando direttamente le gemme a fiore. Risultato: primavera povera, spesso con un calo evidente anche dei frutti.
Tra le più coinvolte:
- Ciliegio, albicocco, mandorlo (oltre al danno sui fiori, hanno anche maggiore sensibilità alle infezioni)
- Forsizia, lillà, azalea (classico caso di fioritura che sparisce “misteriosamente”)
- In alcuni casi anche nespolo giapponese, che ha un ciclo particolare e può risentire della perdita di riserve
Ferite fredde e umide: il terreno perfetto per i funghi
Quando l’aria è bagnata e le temperature sono basse, la pianta non riesce a formare in fretta il tessuto protettivo. E una ferita lenta a chiudersi è un invito.
In questo periodo aumentano i rischi di infezioni fungine come oidio e altre patologie favorite da umidità e scarsa cicatrizzazione. Specie come ciliegio, albicocco e olivo possono soffrire particolarmente se i tagli sono numerosi o fatti in giornate piovose.
Tagli e gelo: lavanda e rosmarino non perdonano
Qui parlo per esperienza “da balcone”, quando ho visto una lavanda bellissima indebolirsi dopo una potatura fatta con troppo entusiasmo a gennaio. Il problema è che il legno appena reciso resta più esposto, e se arriva una gelata, quel punto diventa fragile, si secca e può aprire la strada a ulteriori deperimenti.
Sono particolarmente sensibili:
- Lavanda
- Rosmarino
- Alcuni agrumi (soprattutto se coltivati in zone ventose o con sbalzi termici)
Sanguinamento della linfa e succhioni: energia sprecata
Alcuni tagli “precoci” possono stimolare vegetazione nuova che poi viene colpita dal freddo, oppure portare a una risposta disordinata con succhioni vigorosi. È un paradosso: poti per dare forma e ritrovarti con rami inutili che rubano nutrimento.
Questo aspetto si nota spesso su olivo e su piante che reagiscono con forza ai tagli, soprattutto se l’inverno è mite e poi torna improvvisamente il gelo.
Le piante da non potare in pieno inverno (e quando farlo invece)
| Piante da evitare in inverno | Motivo principale | Periodo alternativo |
|---|---|---|
| Ciliegio, albicocco, mandorlo | Rischio funghi e gelo su legno sensibile | Fine estate, post raccolta |
| Forsizia, lillà, azalea | Si eliminano le gemme fiorali | Dopo la fioritura |
| Lavanda, rosmarino | Danni da freddo sui tagli freschi | Inizio primavera o post fioritura |
| Agrumi, olivo, nespolo giapponese | Perdita di riserve, chioma meno protettiva | Fine inverno o primavera (meglio attendere stabilità) |
Cosa fare, in pratica, per non sbagliare
Se ti prudono le mani e vuoi comunque “fare qualcosa”, ecco le mosse più sicure:
- Rimanda i tagli veri, limita l’intervento a rami secchi o spezzati.
- Evita potature con pioggia, nebbia persistente o gelo annunciato.
- Usa attrezzi affilati e puliti, i tagli netti guariscono meglio.
- Togli la neve dai rami se pesa troppo, prevenire rotture vale più di qualsiasi potatura.
- Per olivo e piante mediterranee, aspetta spesso febbraio-marzo, quando il rischio di gelate forti cala.
Alla fine la regola che salva più fiori è una: osserva la pianta. Se porta gemme già gonfie o “promesse” di fioritura, l’inverno non è il momento di mettere ordine, è il momento di proteggere ciò che sta per arrivare.


